14 aprile 2026
La Customs and Border Protection (CBP) ha comunicato che a partire dal prossimo 20 aprile verrà attivata la prima fase del tool Consolidated Administration and Processing of Entries (CAPE) per la restituzione dei dazi IEEPA dichiarati illegittimi con decisione della Corte Suprema dello scorso febbraio.
Tale meccanismo consentirà la gestione dei rimborsi dei dazi IEEPA, compresi gli interessi, in modo sistematico e direttamente attraverso il portale Automated Commercial Environment (ACE). L’implementazione del tool CAPE sarà graduale, aggiungendo ulteriori funzionalità negli step che si susseguiranno.
In questa prima fase, il CAPE sarà limitato alle sole dichiarazioni non ancora liquidate ovvero liquidate negli ultimi 80 giorni. Saranno inoltre prese in considerazione le dichiarazioni con status sospeso, prorogato o in fase di revisione.
Nella fase 1 del CAPE non saranno per ora accettate le seguenti casistiche di dichiarazioni:
- relative a richieste di restituzioni (drawback);
- oggetto di una open protest;
- non presentate nel portale ACE o prive di status di liquidazione nello stesso ACE;
- soggette a dazi antidumping/compensativi per le quali il Department of Commerce ha rilasciato istruzioni di liquidazione e che sono in attesa di liquidazione in conformità con il 19 USC 1504; e
- per le quali la liquidazione è definitiva (ad esempio liquidate o oltre i 180 giorni dalla liquidazione).
Il meccanismo prevede due fasi di verifica, la prima sulla Dichiarazione CAPE e la seconda sui dati relativi alle singole dichiarazioni di importazione elencate nel file. L’Importer of Record è tenuto a compilare la CAPE Declaration con la lista delle importazioni effettuate e per le quali si intende chiedere il rimborso.
La procedura prevista dalla Customs and Border Protection è la seguente:
1. Importers of Record (IOR) dispone di un account attivo sul portale ACE, nel quale inserire la CAPE Declaration (o file CSV);
2. La CBP rimuove i dazi IEEPA ricalcolandoli revisionando le dichiarazioni doganali con la nuova liquidazione dei dazi;
3. I destinatari dei rimborsi devono aggiornare la sezione dell’account ACE – ACH refund, se non l’hanno già fatto, per fornire al CBP le coordinate bancarie su cui effettuare il rimborso;
4. Il rimborso elettronico tramite portale ACH sarà consolidato in base agli IOR o ai Customs Broker designati nel modulo 4811 del CBP e in base alla data di liquidazione delle dichiarazioni.
5. Gli utenti del portale ACE possono monitorare l’andamento della pratica attraverso ACE Reports.
In vista dell’attivazione del tool CAPE, si raccomanda a tutti gli importatori negli Stati Uniti di aver aggiornato i dati del portale ACE e aver compilato la sezione ACH sui rimborsi elettronici, così da essere pronti ad accedere al portale e attivare così la procedura di rimborso.
Il Team Customs Consultancy rimane a disposizione per chiarimenti e approfondimenti.
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11 marzo 2026
A seguito della pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegittimi i dazi dell’International Emergency Economic Power Act (IEEPA), l’Amministrazione USA ha disposto l’annullamento dell’applicazione di tali misure daziarie e l’introduzione di un nuovo dazio addizionale del 10% basato sulla Section 122 Trade Act del 1974.
In questo scenario non sono state tuttavia chiarite le condizioni e le modalità di un eventuale rimborso dei dazi IEEPA imposti nel corso del 2025. Nei giorni scorsi su questo tema sono intervenute sia la Court of International Trade degli Stati Uniti, competente su azioni civili in materia doganale e di diritto del commercio internazionale, che la Customs and Border Protection. Quest’ultima con Dichiarazione del 6 marzo ha chiarito la necessità di istituire un meccanismo che consenta la gestione dei rimborsi dei dazi IEEPA in modo sistematico intervenendo sul portale Automated Commercial Environment (ACE), che gestisce la liquidazione automatizzata delle dichiarazioni di importazione negli Stati Uniti.
La CBP ha proposto un approccio che ritiene possa essere efficiente sia per gli importatori sia per l’Agenzia, evitando post‑summary corrections o protest, che comporterebbero lunghi tempi di gestione e una limitazione al meccanismo automatico di liquidazione dei diritti doganali degli Stati Uniti.
La procedura individuata propone che l’importatore inserisca a portale Automated Commercial Environment (ACE) un elenco delle importazioni effettuate con prodotti soggetti a dazio IEEPA. Successivamente il sistema effettua un controllo automatizzato di ricalcolo dei dazi effettivamente dovuti, che la Customs and Border Protection verifica e processa. A seguito di un successivo passaggio attraverso il portale ACE, il rimborso viene autorizzato in modalità elettronica tramite l’Automated Clearinghouse (ACH).
La Customs and Border Protection stima che il nuovo sistema potrebbe essere operativo entro circa 45 giorni ma, trattandosi di una proposta di sviluppo della piattaforma ACE, non sono noti i tempi dei successivi rimborsi o eventuali interventi di modifica dell’Amministrazione USA sul tema.
In attesa della definizione della procedura definitiva gli importatori possono attivarsi per verificare:
- La lista delle Entry Summary effettuate con prodotti soggetti a dazio IEEPA;
- Registrazione a portale ACE con attivazione dell’account Automated Clearinghouse (ACH): la verifica del completamento della registrazione con l’inserimento dei propri dati e dei riferimenti bancari per la gestione automatizzata dei rimborsi. La nuova procedura elettronica tramite account ACH è stata introdotta a febbraio 2026 ma ad oggi solo una piccola percentuale di importatori sembra aver completato l’iter di registrazione. Il rischio di non configurare in tempo il portale è di causare rallentamenti ai futuri rimborsi;
Le associazioni di settore hanno valutato la proposta come una soluzione pratica che potrebbe consentire alle imprese di recuperare le somme non dovute senza dover ricorrere a contenziosi. Tuttavia, permane incertezza su come la situazione evolverà in via definitiva, il meccanismo di rimborso proposto dalla Customs and Border Protection potrebbe infatti essere soggetto a ulteriori modifiche.
Il Team Customs Consultancy rimane a disposizione per chiarimenti e approfondimenti.